Centro Studi Villa Negroni: un laboratorio per l’integrazione della finanza

Pubbliredazionale su Corriere della Sera (7 Dicembre 2019)

L’elemento caratterizzante del Centro Studi di Villa Negroni è la simbiosi con la realtà finanziaria del Ticino e l’intreccio delle sue dinamiche. Nato nel 1990 come istituto di formazione bancaria in risposta alla concorrenza internazionale, il suo primo decennio di vita è stato marcato dalla necessità d’integrazione del fare con il sapere: il buon banchiere doveva essere anche economista.

La sofisticazione degli strumenti finanziari è stato l’elemento portante del secondo decennio: la finanza richiedeva tecnicità. Gli ultimi dieci anni sono quelli del primato delle norme: per poter operare era quasi necessario divenire giuristi. Oggi, è il momento della sintesi e dell’interdisciplinarità; aspetti che rappresentano una guida alle formazioni e alle riflessioni del Centro Studi. Parallelamente a quella dei contenuti, la strada percorsa è quella di una sempre maggiore integrazione funzionale e geografica degli attori di riferimento che si è formalmente tradotta nel cambiamento di denominazione dell’Istituto.

Se in un primo momento il Centro di Studi Bancari si rivolgeva alle banche, in seguito si è aperto a tutto il settore parabancario (fiduciarie, assicurazioni, avvocati d’affari, ecc.), per contribuire al passaggio, sia nella formazione che nell’operare, da una visione delle singole componenti a un approccio sistemico. In questo ordine d’idee, soggiacente agli attuali programmi in ambito transfrontaliero e alle ricerche effettuate nel contesto Interreg, l’idea di un distretto di servizi finanziari che da Lugano si possa nel futuro proiettare fino a Milano.

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Centro Studi Villa Negroni