Il workshop analizza l’evoluzione delle cripto-attività nel contesto svizzero, evidenziando come queste stiano diventando parte integrante del sistema bancario, fiscale e di compliance, e non più solo strumenti innovativi o sperimentali.
La Svizzera viene presentata come una piazza finanziaria che cerca di conciliare innovazione e regolamentazione rigorosa. Pur non adottando il regolamento europeo MiCA, il Paese sta rafforzando i propri standard in materia di vigilanza, custodia degli asset digitali, trasparenza fiscale e cooperazione internazionale. Questo richiede agli operatori una conoscenza sempre più approfondita delle interazioni tra diritto bancario, regolazione finanziaria, fiscalità internazionale e operatività concreta.
Un focus centrale riguarda la nuova posizione della FINMA sulla custodia dei crypto-asset. Con la Comunicazione FINMA 2026/1, la gestione delle criptovalute viene assimilata a un’attività bancaria vera e propria, imponendo requisiti stringenti in termini di governance, controlli interni, gestione dei rischi, segregazione degli asset e responsabilità degli organi direttivi. Le cripto-attività diventano quindi una componente stabile della supervisione finanziaria tradizionale.
Il corso affronta anche gli aspetti fiscali, in particolare il nuovo standard OCSE denominato Crypto-Asset Reporting Framework (CARF), che introdurrà lo scambio automatico internazionale di informazioni sulle cripto-attività. In Svizzera l’entrata in vigore è prevista dal 1° gennaio 2027, con primo scambio di dati nel 2028. Questo periodo transitorio offre tempo agli operatori per adeguare sistemi e procedure di raccolta, classificazione e trasmissione dei dati.
L’obiettivo del convegno è aiutare professionisti e operatori del settore — banche, fiduciari, fiscalisti, compliance officer, avvocati e operatori crypto — a comprendere come la crypto-compliance possa diventare non solo un obbligo normativo, ma anche un elemento strategico di affidabilità e competitività per la piazza finanziaria svizzera.