Se parliamo di Sistema di Controllo Interno (SCI), è ormai innegabile che la prima e la seconda linea di difesa – insieme alla terza linea – costituiscano le fondamenta per l’implementazione di un sistema efficace.
A partire dall’entrata in vigore della Circolare FINMA 2017/1, l’autorità di vigilanza ha ribadito con forza l’importanza di una chiara strutturazione delle linee di difesa. In questo contesto, quello che un tempo veniva definito semplicemente “fronte operativo” è stato formalmente riconosciuto come prima linea di difesa, mentre funzioni come il Compliance – ma non solo – sono state ricondotte alla seconda linea.
Tuttavia, una tale ridefinizione organizzativa non può limitarsi a un cambiamento terminologico. Non è sufficiente attribuire etichette o definire compiti: affinché il sistema funzioni realmente, è necessario che tra le diverse linee si sviluppi una collaborazione effettiva.
Ed è proprio qui che emergono ancora oggi resistenze. Nonostante le banche si siano adeguate formalmente alle richieste della FINMA, nella pratica si riscontra spesso una certa reticenza, soprattutto nel rapporto tra prima e seconda linea. Questa difficoltà diventa evidente ogni volta che rappresentanti delle due funzioni sono chiamati a lavorare insieme.
La ragione è semplice: il passaggio da una logica di “contrapposizione” a una di “collaborazione” non è automatico. Senza strumenti adeguati, il rischio è che le linee di difesa vengano percepite come entità separate, se non addirittura antagoniste.
Eppure, uno degli elementi fondamentali di un efficace sistema di controllo – accanto alla cultura aziendale, alla gestione dei rischi e alle attività di controllo – è proprio la comunicazione. Una comunicazione strutturata, continua e bidirezionale tra prima e seconda linea, supportata dal monitoraggio della terza linea.
Questa comunicazione, però, non nasce spontaneamente: deve essere progettata e facilitata.
In questo contesto, strumenti come il Design Thinking e il Legal Design rappresentano un’opportunità concreta. Si tratta di approcci consolidati nel management che, a differenza dei metodi tradizionali di project management, pongono al centro le persone e le loro interazioni, piuttosto che i soli processi.
Il Design Thinking, in particolare, favorisce la collaborazione e la co-creazione, creando le condizioni per un dialogo efficace tra le diverse funzioni aziendali. Il Legal Design, come sua applicazione specifica, consente inoltre di rendere il reporting più chiaro, accessibile e comprensibile, sia dal punto di vista del linguaggio sia delle tempistiche.
L’obiettivo finale è accompagnare una trasformazione culturale: passare da un modello basato sulla separazione delle responsabilità a uno fondato sulla collaborazione attiva tra le linee di difesa.
È proprio in quest’ottica che il Centro Studi ha deciso di promuovere un percorso formativo dedicato, volto a fornire strumenti concreti per sviluppare una cultura aziendale orientata alla collaborazione: Design Thinking e Linee di Difesa
Centro Studi Villa Negroni — Formazione finanziaria dal 1990
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