Sicurezza in tempi difficili

Sembra un sogno eppure, per quanto incredibile, è la realtà e questa volta non accade solo agli altri, come siamo abituati a pensare, ma ci coinvolge tutti direttamente: ristoranti, negozi e scuole sono chiusi, ovunque è stato introdotto l’home office, le grandi città sono deserte, numerosi  paesi  hanno chiuso i confini e i rischi , purtroppo non più solo tali, per l’economia sono già sul tavolo di tutti i governi. Lo stato di emergenza vige in ogni parte del mondo, anche in Svizzera. Il Ticino è stato colpito per primo dal virus. Un 70enne ticinese ha contratto il nuovo virus in Nord Italia. Quante sono attualmente le persone contagiate? Le cifre ufficiali forniscono delle indicazioni, ma la verità è che non lo sappiamo con precisione, il dato reale è decisamente più elevato e continua ad aumentare anche dopo il raggiungimento del picco.

Improvvisamente mettiamo in discussione cose che in tempi normali sono ritenute scontate. La solidarietà richiesta a tutti noi determina enormi limitazioni della libertà personale. Di questi tempi, le decisioni individuali hanno più che mai importanza sia sul piano sociale sia sanitario. Possiamo infatti evitare un collasso della nostra vita quotidiana e del nostro sistema sanitario solo adottando un comportamento solidale, nell’interesse del bene comune. In Ticino il medico cantonale, il personale sanitario e il Consiglio di Stato, in collaborazione con lo Stato Maggiore e tutta l’amministrazione, svolgono un lavoro straordinario fin dal primo giorno dell’emergenza. Anche tra gli ospedali che accolgono i pazienti Covid-19, siano essi pubblici o privati, sussiste una stretta collaborazione. Attualmente i medici, il personale infermieristico, i farmacisti e le innumerevoli persone che lavorano nel settore sanitario sono chiamati a dare il massimo. Insieme assolveranno questo compito titanico. Le straordinarie prestazioni dimostrano una volta di più che abbiamo un sistema sanitario di prim’ordine e che siamo in buone mani, e di questo possiamo essere grati. Come si sa, la qualità ha il suo prezzo e molti, anche in considerazione della precaria situazione economica, si chiedono quali conseguenze finanziare avrà la pandemia sui premi.

Noi tutti, sani o malati, ricchi o poveri, giovani o anziani, diamo il nostro contributo pagando i nostri premi. Il nostro sistema sanitario è finanziato in maniera solidale. Una parte dei premi confluisce nelle riserve, che sono destinate a coprire i costi legati a eventi rari e imprevedibili. La pandemia SARS-Cov-2 che stiamo vivendo oggi è proprio un evento di questo genere. Tutte le prestazioni mediche aggiuntive e di cui devono farsi carico già oggi gli assicuratori malattia (le cosiddette prestazioni obbligatorie) sono finanziate in questo modo. A essere coperte sono anche le nuove prestazioni che, dichiarate prestazioni obbligatorie dal Consiglio federale, vanno ad aggiungersi nel corso della pandemia. Tra queste rientra il test diagnostico per SARS-Cov-2, che il 4 marzo è stato dichiarato prestazione obbligatoria e di conseguenza è a carico dell’assicurazione malattia. Lo stesso deve ancora essere deciso per il test sierologico per gli anticorpi. Questo meccanismo è uno dei pilastri del nostro sistema di assistenza sanitaria. Se dovessero aggiungersi altre prestazioni mediche, anch’esse verranno finanziate dagli assicuratori malattia. Grazie alle riserve, siamo dunque ben preparati per sostenere elevati costi sanitari imprevisti.

Non sappiamo quanto costerà l’attuale pandemia al nostro sistema sanitario, ma fortunatamente al momento tutti gli assicuratori malattia svizzeri dispongono insieme di riserve sufficienti. Nella situazione attuale non dobbiamo dunque preoccuparci delle conseguenze finanziarie, ma sperare di riuscire presto a controllare la pandemia e a superare l’emergenza tutelando la popolazione. In particolare ora serve continuare su questa strada anche se tutto risulta più faticoso.  Il futuro del nostro Cantone passa anche dalla fiducia nelle autorità e nelle persone che stanno cercando le soluzioni più opportune sia dal punto di vista sanitario sia economico. Il Ticino con tutta la sua popolazione si è dimostrato maturo e solidale dando un esempio a tutta la Svizzera della nostra vera forza. Il Ticino dei boccalini e delle zoccolette ha provato che di noi ci si può fidare e la fiducia, ora, è l’arma in più per uscire da questo momento difficilissimo.  Vinceremo la pandemia e la sfida economica con la solidarietà e la pazienza di tutti e la lungimiranza di molti. Un atto decisivo per poi unire i nostri sforzi per lasciarci alle spalle questi tempi difficili e ripartire tutti assieme verso un nuovo futuro positivo.

Leadership in tempo di crisi: quo vadis?

La pandemia mondiale da Coronavirus irrompe nelle nostre vite come un significativo promemoria di incertezza e vulnerabilità. Un’epidemia di questa portata e caratterizzata da imprevedibilità, impone ai leader, che hanno la responsabilità di rispondere ai propri stakeholders, di intraprendere un processo di riflessione e messa in discussione del proprio modello di leadership.

Una situazione di emergenza che, in pochi mesi, riesce a sconvolgere il mondo rivoluzionandone usi, priorità, valori e logiche, non può che essere portatrice massiva di incertezza e smarrimento. Questo per un leader può tradursi in disorientamento e mancanza di controllo, accrescendo la pressione che, per natura stessa del ruolo che ricopre, già percepisce, essendo chiamato a prendere decisioni determinanti. Se in questo scenario in rapida evoluzione non esiste una via facile, al leader è comunque posta l’inevitabile questione di decidere quale strada intraprendere. La sua risposta è dunque cruciale, dovendo essere appropriata non solo in termini di attuabilità, sostenibilità ed efficacia, ma anche per capacità di rassicurare e motivare gli attori coinvolti nella reazione.

Di fronte ad una crisi del tutto eccezionale, i dettami di manuali o le misure pianificate per circostanze di urgenza ordinaria devono essere integrati da principi, comportamenti e concezioni propri di una forma mentis reattiva e flessibile. In quest’ottica, si impone un modello di conduzione nuovo, che si distanzi dall’individualismo ma che sappia valorizzare l’individuo, che abbandoni paradigmi dualistici quali positivo/negativo, giusto/sbagliato, torto/ragione, io/gli altri. Ne abbiamo parlato con Gerardo Segat, protagonista al Centro Studi il 10 giugno di un webinar sul tema.

Per Gerardo Segat, imprenditore ticinese, coach internazionale, autore e relatore presso la London School of Economics e membro del comitato direttivo italiano di YPO (organizzazione mondiale di leader e CEO), il mondo oggi ha bisogno di leader che si qualifichino come individui straordinari. Di persone per cui l’essere leader significa connettersi all’essere umano attraverso la propria stessa umanità. La consapevolezza di sé caratterizza il decision maker e tutti i suoi decision taker.

Segat intravvede in tre forze trainanti della leadership la leva per favorire la necessaria connessione: eccellenza, autenticità e scopo. Rispondere con perseveranza alle tre forze, porta il leader a spingersi continuamente oltre, per raggiungere l’eccellenza distintiva nei dettagli professionali e a mutare i difetti in pregi. L’autenticità profonda nella sfera delle emozioni e delle fragilità e l’essere animati da uno scopo altruistico rivolto al prossimo (diverso dal benefico), coinvolge, catalizza e dà il senso vero alla sua leadership. Più il leader risponde, più è connesso. Più è connesso, più il grande e il significativo accadono, in lui e attorno a lui.

Alla domanda a sapere quali abilità e capacità deve sviluppare il leader per rispondere al meglio alle forze trainanti della leadership, Segat accenna al “Modello” delle quattro “c”. La “c” di c-level non sta solo per chief, capo, ma allude anche alla consapevolezza, alla creatività, curiosità e allo spirito collaborativo. A queste affianca l’abilità di cavalcare (e non difendersi da) l’incertezza e l’acutezza di mente nel notare opportunità e positività, anche dove sembrano non esserci o, addirittura, pare assurdo ci siano. Queste abilità presuppongono capacità di immedesimazione e partecipazione empatica, poggiano su un’apertura alla resilienza e una buona comunicazione interpersonale.

Per favorire la crescita attuale e futura di questi leader, come per qualunque professione o vocazione, la formazione, secondo Segat, costituisce un buon punto di partenza. Poco importa quale sia il bagaglio formativo di base: la formazione dovrà essere dedicata e continua, includere esperienze internazionali, di eccellenza, incentrata sulle abilità più che sulle nozioni. Questi fattori forniranno competenze trasversali nei diversi ambiti, spesso ignorati, della leadership: al business affiancherà anche politica, scuola, salute, religione, famiglia, cultura, sport, arti, servizi pubblici, coaching, media, ecc. Si profila come una scuola di leadership, che faccia crescere leader esemplari, di alto livello, capaci di essere (e non fare il) leader e che ne alleni il fisico, la mente e il cuore.

Contesto fiscale odierno: opportunità

L ’evoluzione del contesto giuridico-economico internazionale ha reso essenziale l’adeguamento del sistema fiscale nazionale tramite il Progetto «Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS (RFFA)» (accolto il 19.05.19 e a regime nel 2025) che mira a coordinare la normativa fiscale interna con il sistema internazionale: abrogazione delle norme applicabili alle società con statuto speciale cantonale, introduzione di norme speciali per promozione di attività di ricerca e sviluppo e misure adottate nel modello Patent box rispondono a quanto disposto dall’OCSE.

Che ruolo ha il consulente in un contesto di mutamenti e pressioni internazionali e nazionali? Anzitutto nell’ambito fiscale, dove la competitività influisce sul benessere del territorio di riferimento. La consulenza fiscale, oggi, presume padronanza del vasto quadro normativo di riferimento permettendo il ricorso a strumenti che, giuridicamente, assumono forme e peculiarità il cui coordinamento implica un’impegnativa interpretazione e dove il professionista può svolgere un ruolo decisivo di creatore di nuove opportunità di business.

Il CSVN organizza la X edizione di un percorso dedicato alla fiscalità svizzera, il cui programma aggiornato risponde a esigenze professionali attuali; indirizzato a figure professionali del settore fiduciario, ma anche bancario e legale; un corso qualificante, in un settore perno per lo sviluppo economico, che garantisce l’esercizio dell’attività professionale in modo competitivo.

La nuova frontiera della sponsorizzazione: opportunità digitali al servizio delle aziende

C’è chi si è visto costretto a rivedere il proprio posizionamento strategico, chi ha dovuto inventare nuove modalità di erogazione dei propri servizi, chi, ancora, cerca nuovi punti di contatto con il proprio mercato di riferimento. In questo recente, fragile, ecosistema, le imprese che meglio vi si destreggiano, seppur facendo fronte ad innumerevoli sfide, sono anche quelle che dimostrano vicinanza e assidua presenza al fianco dei clienti.

Nel ventaglio di strumenti a disposizione delle aziende, una soluzione tra tutte pare acquistare una rinnovata validità in questo periodo delicato: ricorrere alla sponsorizzazione di eventi può essere a tutti gli effetti un modo diretto ed efficace per interagire con il proprio mercato target, creando nuovi importanti legami o rafforzando quelli già esistenti.

Prendendo in prestito le parole di Beat Weidmann, Head of Distribution Channels & Sponsoring di Cornèrcard si evidenzia l’importanza di questo mezzo: “La sponsorizzazione è anche un canale che consente di raggiungere un elevato numero di persone che in altro modo forse non si riuscirebbe a raggiungere, di ampliare la rete di contatti aziendale e creare opportunità di collaborazione con nuovi potenziali clienti”.

Se, dunque, offrire servizi e contenuti di qualità attraverso un evento sponsorizzato è un sistema certamente proficuo per comunicare con il pubblico desiderato, come è possibile farlo durante una pandemia globale che ci costringe al distanziamento sociale?  È la tecnologia, ancora una volta, a venire in nostro soccorso, offrendoci opportunità straordinarie per colmare le distanze fisiche che ci separano.

Il Centro Studi Villa Negroni dopo anni di attività nella consulenza e ideazione di eventi sponsorizzati vis à vis, mette a disposizione la sua competenza e professionalità proponendosi come partner ideale per l’organizzazione di eventi anche online.

Garantendo costante assistenza, un supporto tecnico qualificato e assicurando la migliore gestione e protezione dei dati, il CSVN affianca le aziende nella messa a punto di eventi online ad hoc, della durata flessibile dalle 2 alle 4 ore. 

Sicuro di riuscire a creare una perfetta sinergia con le controparti, il CSVN continuerà ad impegnarsi nell’analisi a tutto tondo delle esigenze dei clienti, offrendo loro l’opportunità di  scegliere le migliori tematiche e  sviluppare un programma e un piano promozionale, attraverso canali mirati ai target di riferimento, appositi per l’evento. Tra i servizi dedicati, le aziende potranno scegliere le soluzioni di loro interesse e, con il nostro aiuto, predisporre l’evento nei minimi dettagli, affinché soddisfi a pieno ogni loro esigenza. 

In questo momento di grave crisi, reagire prontamente può davvero fare la differenza nel porre e consolidare le basi del proprio successo attuale e futuro.

Eventi sponsorizzati

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La FIDLEG nel 2020: un’opportunità da cogliere

Dal 1. gennaio 2020  con l’entrata in vigore della FIDLEG e della LISFI e relative ordinanze di applicazione, si è ridefinita una parte significativa della normativa finanziaria elvetica. E’ in fase di definizione il contenuto dell’ordinanza Finma sugli istituti finanziari (“Oisfi-Finma”), che entrerà in vigore nell’ultimo trimestre nell’anno, specificando taluni aspetti prevalentemente tecnici.

Il legislatore, nel voler creare delle condizioni di concorrenza uniformi all’interno del mercato finanziario svizzero ai fini di una migliore tutela degli investitori, richiede ora agli operatori finanziari interventi importanti in termini di adeguamento di governance aziendale, norme di comportamento, offerta di strumenti finanziari e vigilanza.

Lo sforzo richiesto per adempiere allo scenario descritto è certamente oneroso, ma rappresenta un’indubbia opportunità per gli operatori, che al termine di questa fase potranno proporsi sul mercato in una rinnovata veste di garanzia nei confronti dei clienti e dell’industria finanziaria.

In particolare, relativamente alla vigilanza, la LISFI prevede che gli istituti finanziari quali gestori patrimoniali, trustee, sim e società di gestione di patrimoni collettivi, richiedano alla FINMA entro il 31.12.2021 un’autorizzazione ad operare. Essa verrà accordata unicamente a coloro che presenteranno strutture aziendali adeguate alle nuove prescrizioni organizzative, di controlli dei rischi e garanzie nonchè, i cui ruoli aziendali sono ricoperti da persone in grado di dimostrare competenze adeguate, valutabili anche in termini di formazione compiuta. Similmente, la FIDLEG prevede espressamente che i consulenti alla clientela “dispongano di conoscenze adeguate delle norme di comportamento”.

Le richieste del legislatore si uniscono nella FIDLEG ad ulteriori obblighi in termini di norme di comportamento – dagli obblighi di informazione alla classificazione della clientela, dallo svolgimento di test di adeguatezza/appropriatezza alla regolamentazione dei conflitti d’interesse e best execution. Anche il mondo tecnico dell’offerta di strumenti finanziari è stato rivisitato e completato dalla nuova disciplina, che prevede ora una documentazione chiara, standardizzata e completa, nonchè interventi organizzativi rilevanti. Tutte queste disposizioni dovranno essere implementate al più tardi entro la fine del 2022.

Non da ultimo si dovranno configurare nuovi rapporti con le autorità, l’organismo di vigilanza, il registro dei consulenti, l’organo di mediazione.

In concreto, cosa significa tale cambiamento? Con quali figure professionali e nuovi attori si dovrà confrontare l’operatore finanziario e cosa comporterà effettivamente in termini di nuove attività, competenze e ruoli da ridisegnare?

Per fornire un concreto supporto agli operatori della piazza, al fine di consolidare le suddette competenze, il CSVN propone nel prossimo mese di maggio la seconda edizione di “FIDLEG: Certificazione per fornitori di servizi finanziari”, destinato primariamente a consulenti e gestori patrimoniali attivi nel settore bancario e finanziario. Esso è riconosciuto, se frequentato nella totalità dei tre giorni, ai fini della certificazione professionale SAQ. Esso viene offerto anche in singoli moduli tematici.

Tale formazione analizza la citata normativa svizzera anche per rapporto alla regolamentazione europea sui servizi finanziari (MIFID II), rilevante soprattutto nel contesto dell’attività cross border, che viene illustrata in termini di attualità, possibilità, opportunità e rischi. I partecipanti potranno inoltre usufruire di esercitazioni pratico-comportamentali nella gestione di investimenti finanziari e di analisi concrete di KID.

Il percorso formativo FIDLEG si completa inoltre con uno specifico workshop “Fidleg: il nuovo codice di condotta per i gestori patrimoniali indipendenti”, offerto nel mese di giugno e indirizzato a tutti coloro che necessitano di meglio comprendere gli aspetti pratici della nuova realtà del gestore patrimoniale nel rapporto col cliente e con la banca depositaria, nonché del corso LIsFi e LSerFi: competenze specialistiche, personali e manageriali per gestori patrimoniali e trustee relative alla gestione del rischio,  al sistema di controllo e alla compliance”, offerto nel prossimo autunno.

Scopri di più sui nostri corsi in ambito FIDLEG:

Economia digitale: un campanello d’allarme per gli assetti della fiscalità internazionale

Le modifiche fiscali che dovranno essere implementate quali conseguenze della digitalizzazione dell’economia rappresentano uno degli ambiti su cui si focalizzerà maggiormente l’attenzione delle politiche fiscali a livello mondiale, comportando la definizione di nuovi assetti della fiscalità internazionale, così come affermato nel passaggio del sopracitato documento, dove si specifica che “Digitalisation has a wide range of implications for taxation, impacting tax policy and tax administration at both the domestic and international level, offering new tools and introducing new challenges. As a result, the tax policy implications of digitalisation have been at the centre of the recent global debate over whether or not the international tax rules continue to be “fit for purpose” in an increasingly changing environment”.

Il processo di trasformazione digitale non solo del business, bensì anche della nostra vita sociale rispetto alla quale un sicuro effetto lo sta producendo anche il dramma che stiamo vivendo in questi giorni a causa della pandemia di COVID – 19, con l’importante ricorso (e, in alcuni casi, la “scoperta”) alle tecnologie informatiche di massa, pilastro dell’economia digitale, accelera il fenomeno della globalizzazione, concetto probabilmente da reinterpretare, dell’internazionalizzazione del business, delle transazioni e della mobilità di persone e capitali.

Da un punto di vista squisitamente fiscale, la problematica dell’imposizione delle imprese digitali sta occupando i dibattiti a livello di OCSE, G20 e Unione Europea da diversi anni. La difficoltà di addivenire a una soluzione comune e condivisa non è, evidentemente, solo di carattere concettuale o scientifica.

Cosa si intende per “impresa digitale”? non solo le Big Tech. Tecnicamente potrebbe trattarsi anche semplicemente di un’impresa che ha un sito web, la quale assume una dimensione “globale” nel momento in cui lo sviluppo digitale le permette di vendere in mercati diversi da quello in cui ha la sede. Da un punto di vista fiscale, si tratta di un’impresa che opera come soggetto non residente secondo i classici criteri con cui viene determinata la residenza fiscale in un Paese, ponendo in essere attività non rispondenti ai requisiti affinché possa essere riconosciuta la sussistenza di una stabile organizzazione trasferendo, così, i guadagni in giurisdizioni dove i regimi fiscali sono meno onerosi.

Un altro aspetto cruciale è rappresentato dal fatto che l’attività dell’impresa digitale è perlopiù riconducibile a beni immateriali, i cd. intangibles, i quali, per loro natura, sono mobili.

La dematerializzazione dell’industria digitale permette, quindi, di evitare la “presenza” tale da comportare un assoggettamento ad imposizione nel Paese in cui l’impresa stessa è attiva: la suddivisione delle funzioni, degli assets e dei rischi in più giurisdizioni ne rappresentano la causa e la giustificazione, accentuando quelle caratteristiche di “divisione” che già si erano manifestate con l’internazionalizzazione del lavoro.

Si percepisce ancor di più l’importanza economica che riveste tale problematica se si pensa al fatto che gli intangibles, i dati e il loro uso massivo in primis (comportando radicali cambiamenti nel modo di produrre oggetti e materiali, analizzare fenomeni e offrire servizi), sono, oggi, dei veri e propri assets strategici, altamente remunerativi.

Secondo alcuni dati della Commissione Europea, negli ultimi anni la crescita media annua dei ricavi delle principali imprese digitali è stata del 14% circa; del 3% per le società del settore informatico e delle telecomunicazioni e dello 0,2% per le altre multinazionali. Quasi un terzo dell’aumento della produzione industriale complessiva nel continente europeo è imputabile alla diffusione delle tecnologie digitali.

Le iniziative dell’OCSE sono culminate in una proposta, del mese di ottobre 2019, aventi lo scopo di promuovere il negoziato sulla tassazione delle multinazionali, in particolare quelle che operano nel settore digitale, il cui obiettivo è stabilire la tassazione di tali imprese nelle giurisdizioni in cui svolgono attività significative rispetto ai consumatori e in cui, pertanto, generano profitti.

Le iniziative dell’UE si sono, per il momento, realizzate nella proposta di due Direttive, una che prevede una normativa affinché gli utili vengano tassati dove le imprese hanno una forte interazione con gli utenti attraverso canali digitali; l’altra relativa a un sistema comune d’imposta (temporaneo, finché non viene attuata una soluzione strutturale a lungo termine) sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di alcuni di essi.

Le iniziative sin qui accennate sono attualmente oggetto di discussioni e negoziati.

Sembra tuttavia certo che, se non si superano i tradizionali concetti, strumenti e criteri sui quali si è sviluppato, molto velocemente, il diritto tributario internazionale, difficilmente si perverrà a una soluzione condivisa. Per questa ragione, nei prossimi anni si delineeranno nuovi assetti di fiscalità internazionale, i quali, a loro volta, modificheranno le linee di business a livello globale.

Per comprendere i fenomeni che stanno alla base di questi cambiamenti, il CSVN propone il percorso “Tax Compliance Internazionale”, giunto alla settima edizione e puntualmente aggiornato alla luce delle più recenti modifiche che intervengono in modo incalzante e continuativo.

Formazione continua: un requisito indispensabile per affrontare le sfide attuali e future

I professionisti responsabili sanno bene quanto sia importante restare al passo con l’evoluzione normativa, economica, digitale e disporre delle conoscenze e competenze per rispondere al meglio alle più puntuali e complesse richieste dei clienti.

In ambito contabile non basta più fornire un sempre apprezzato servizio di tenuta della contabilità e allestimento del conto annuale, ma viene maggiormente richiesto da imprenditori e da piccole e medie imprese (PMI) supporto in ambito di budgeting, analisi di bilancio, allestimento di business plan fino alla valutazione dell’azienda.

Altri temi rilevanti per i quali vengono ulteriormente sollecitati i fiduciari sono la gestione dei rischi aziendali, la compliance e il controllo interno, elementi questi che stanno alla base di una buona governance aziendale.
Oltre a ciò le nuove tecnologie, digitalizzazione in primis, comportano l’aggiornamento ed efficientamento dei processi aziendali non solo presso i clienti ma anche presso le fiduciarie stesse. Sempre più si parla di tenuta della contabilità automatizzata grazie alla scansione di fatture, ricevute e avvisi bancari. I software contabili e gestionali diventano ancor più performanti e sostituiscono il personale nello svolgimento dei lavori ripetitivi. Al fiduciario vengono richieste competenze maggiori che diano un valore aggiunto a imprenditori e PMI. Da semplice contabile a CFO esternalizzato che dia un valido supporto nella gestione dell’azienda.

Come non citare poi i cosiddetti nuovi “business model” trainati dalle nuove tecnologie tra cui la blockchain? Come contabilizzare un’Initial Coin Offering (ICO)? Come trattarlo da un punto di vista fiscale? Come valutare le criptovalute in portafoglio? Tutte domande alle quali il fiduciario di oggi deve sapere rispondere evidentemente, senza entrare troppo nei dettagli, vi sono altri temi rilevanti in ambito fiscale, come la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) o in ambito normativo (ad esempio la Legge sugli istituti finanziari e la Legge sui servizi finanziari), tanto per citarne alcuni. Anche questi con evidenti e importanti impatti sulle aziende e, di riflesso, sulle attività dei fiduciari.

Tutti questi cambiamenti che effetto hanno sulla revisione? Anche i revisori, come i fiduciari, dovranno adattare i loro processi aziendali, i loro strumenti di lavoro e, in particolar modo, le loro conoscenze e competenze per poter verificare in modo corretto e accurato la conformità dei processi aziendali e dei conti annuali. Anche in ambito di revisione si parla di revisione automatizzata, di analisi dei dati, di revisione continua e non più a campione. Tant’è che si ipotizza già una possibile evoluzione della professione da revisore dei conti a revisore informatico.
La vicinanza al cliente e le abilità sociali, abbinate a solide conoscenze e competenze specialistiche, non potranno essere sostituite da algoritmi o robot. In futuro verrà quindi chiesto ai fiduciari di combinare in modo ottimale i processi di lavoro digitali con i cosiddetti “soft skill”.

Il Centro Studi Villa Negroni, in collaborazione con le varie associazioni di categoria, ha seguito da vicino l’evoluzione sopra descritta identificando le necessità di formazione evidenziate dalle professioni di riferimento. Ed è questo contesto ricco di mutamenti che ha portato alla nascita dell’area Accounting indi
rizzata in particolar modo a fiduciari, contabili, controller, CFO, direttori amministrativi e revisori e che intende offrire dei percorsi di formazione in ambito contabile e di revisione.

Temi come il diritto contabile con tutte le sue sfaccettature e complessità, le operazioni straordinarie, l’analisi di bilancio, il calcolo degli investimenti, la valutazione aziendale, la revisione limitata e la revisione di casi particolari saranno trattati nel corso dei prossimi mesi da un punto di vista teorico e pratico.
Una formazione continua tempestiva e di qualità potrebbe essere uno dei vantaggi competitivi che permetterà al fiduciario di cogliere le opportunità che si presenteranno in futuro.

Il ruolo dei consulenti finanziari nella pandemia del Coronavirus

Il 19 febbraio scorso lo Swiss Market Index (SMI), il principale indice di mercato svizzero, dopo un boom di 11 anni, raggiungeva il livello record di 11’263 punti. La pandemia del coronavirus ha fatto precipitare i prezzi delle azioni in tutto il mondo. Venerdì 20 marzo lo SMI chiudeva a 8623 punti (-23.44%). Così come lo SMI, tutti i maggiori indici borsistici a livello mondiale stanno registrando pesanti perdite, rammentandoci la recente crisi finanziaria del 2007-2009, quella del 1987 e quella più remota del 1929. Questa crisi è tuttavia unica nel suo genere in quanto tocca il sistema della domanda e dell’offerta dell’economia mondiale.
A peggiorare le cose, si sta anche assistendo a una guerra dei prezzi sul petrolio tra Arabia Saudita e Russia. Sebbene i governi stiano cercando di rispondere a questa crisi con politiche fiscali generose e le banche centrali stiano prendendo misure monetarie sempre più drastiche contro la crisi di liquidità, molti analisti temono che durante il 2020 si assisterà alla peggior recessione dal dopo guerra.

Il calo dei prezzi e l’elevata volatilità dei mercati finanziari stanno innervosendo molti investitori, rendendoli insicuri. La situazione per i clienti imprenditori è particolarmente difficile: molte imprese, pur essendo sane dal punto di vista reddituale e patrimoniale, sono in questa fase inevitabilmente confrontate con problemi di liquidità.

In questa situazione di incertezza i consulenti alla clientela giocano un ruolo fondamentale. In che modo?

Secondo Daniel Kahneman, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002 per avere integrato la ricerca psicologica nella scienza economica, “il ruolo del consulente finanziario è piuttosto semplice, ovvero proteggere il cliente impedendogli di incorrere in quegli errori che normalmente sarebbe portato a commettere. Gli investitori che decidono troppo in autonomia acquisteranno o venderanno nel momento sbagliato perché sono molto inclini ad acquistare a
prezzi elevati e rivendere a prezzi ridotti quando il valore è basso”. Il consulente gioca quindi un ruolo fondamentale nel gestire l’emotività dei clienti.

Giova anche uno sguardo al passato. Le correzioni del mercato, anche marcate, sono un evento abbastanza comune. In questi casi è consigliabile non scostarsi radicalmente dalla propria strategia di investimento, a meno che non si verifichi un cambiamento sostanziale nella propria situazione personale. Sulla base dello studio storico che la banca Pictet aggiorna ogni anno, dal 1926 al 2019, nonostante le varie crisi, il mercato azionario svizzero è cresciuto in termini reali del 7.65%. Significa che pur dopo importanti crolli, il mercato si è sempre ripreso.

Un altro aspetto da considerare è che è molto difficile adottare strategie di “market timing” o di “stock picking”; a lungo termine i fattori di successo di una strategia di investimento risiedono più nell’avere un portafoglio diversificato e nell’adottare un approccio disciplinato agli investimenti.

In questa fase delicata saranno avvantaggiati quei consulenti che sono stati in grado nel tempo di costruire un legame di fiducia con i propri clienti, basato su una comprensione delle loro reali esigenze che spesso vanno oltre ai puri ambiti finanziari.

Nel contesto attuale emerge l’importanza che il professionista disponga delle competenze per analizzare la situazione d’insieme del cliente, non limitata alla pura gestione finanziaria, ma comprensiva anche delle tematiche di tipo aziendale.

Per fornire un concreto supporto agli operatori della piazza al fine di consolidare le suddette competenze, il Centro Studi Villa Negroni (CSVN) e la Facoltà di scienze economiche dell’Università della Svizzera italiana (USI), propongono la terza edizione di un percorso formativo diretto primariamente a consulenti e gestori patrimoniali attivi nel settore bancario o fiduciario: la Certificazione CAS Wealth Management (box a fine articolo). Il percorso inizia a maggio; qualora le restrizioni imposte dalla Confederazione a causa del COVID-19 dovessero protrarsi, le lezioni verrebbero convertite in formato streaming (real-time) o video-lezione, garantendo comunque un alto livello di interazione con i partecipanti.

© CSVN: Vietata la riproduzione e la distribuzione

Centro Studi Villa Negroni: un laboratorio per l’integrazione della finanza

L’elemento caratterizzante del Centro Studi di Villa Negroni è la simbiosi con la realtà finanziaria del Ticino e l’intreccio delle sue dinamiche. Nato nel 1990 come istituto di formazione bancaria in risposta alla concorrenza internazionale, il suo primo decennio di vita è stato marcato dalla necessità d’integrazione del fare con il sapere: il buon banchiere doveva essere anche economista.

La sofisticazione degli strumenti finanziari è stato l’elemento portante del secondo decennio: la finanza richiedeva tecnicità. Gli ultimi dieci anni sono quelli del primato delle norme: per poter operare era quasi necessario divenire giuristi. Oggi, è il momento della sintesi e dell’interdisciplinarità; aspetti che rappresentano una guida alle formazioni e alle riflessioni del Centro Studi. Parallelamente a quella dei contenuti, la strada percorsa è quella di una sempre maggiore integrazione funzionale e geografica degli attori di riferimento che si è formalmente tradotta nel cambiamento di denominazione dell’Istituto.

Se in un primo momento il Centro di Studi Bancari si rivolgeva alle banche, in seguito si è aperto a tutto il settore parabancario (fiduciarie, assicurazioni, avvocati d’affari, ecc.), per contribuire al passaggio, sia nella formazione che nell’operare, da una visione delle singole componenti a un approccio sistemico. In questo ordine d’idee, soggiacente agli attuali programmi in ambito transfrontaliero e alle ricerche effettuate nel contesto Interreg, l’idea di un distretto di servizi finanziari che da Lugano si possa nel futuro proiettare fino a Milano.

La formazione ai tempi del COVID-19

La recente diffusione del COVID-19 e le conseguenti misure intraprese dalla Confederazione, a tutela della nostra salute, hanno impattato significativamente sulle attività di molte imprese e istituzioni, così come anche su quelle del Centro Studi Villa Negroni.

La fase turbolenta che si prospetta per le settimane (o forse mesi) a venire porta con sé numerosi interrogativi su quello che sarà il nostro domani, da un punto di vista sociale, lavorativo e formativo. L’incertezza derivante dall’attuale situazione presenta tuttavia anche un lato positivo per tutti noi: ci invita a riflettere sul modo in cui possiamo (e dovremmo) migliorarci, in assenza degli stessi punti di riferimento che sino a ieri erano dati per scontati. Riteniamo che tutto ciò rappresenti una grande opportunità, per il Centro Studi, così come anche per tutti gli operatori della piazza che da anni si affidano a noi per il loro sviluppo professionale.

L’attuale situazione ci ha portato infatti a ripensare le modalità di erogazione delle nostre iniziative, adottando un approccio digitale in remoto che consenta di mantenere un elevato grado di interazione tra partecipante e docente, aspetto di estrema rilevanza ai fini della trasmissione di conoscenze e competenze.

Durante l’intero “periodo COVID-19”, infatti, le offerte formative saranno convertite in formato streaming (real-time) o video-lezione, tramite l’ausilio della semplice e intuitiva piattaforma Zoom, messa a disposizione gratuitamente per tutti i nostri utenti, con l’aggiunta di un breve tutorial per il suo utilizzo.
I partecipanti potranno dunque iscriversi a nuove iniziative e prendere parte alle nostre lezioni già programmate, come di consueto, nel pieno rispetto delle recenti norme emanate a fronte della pandemia.

Tali opzioni alternative sono state rapidamente implementate dai collaboratori del Centro Studi, con lo scopo di venire incontro alle attuali esigenze degli operatori della nostra piazza. Molti istituti hanno infatti messo in atto misure restrittive per gli spostamenti dei propri collaboratori, molti dei quali trascorreranno una significativa quantità del proprio tempo tra le mura di casa. L’intento è dunque quello di garantire la continuità nello sviluppo professionale dei nostri utenti, in una condizione in cui la produttività rischia facilmente di essere compromessa.

Ci auguriamo pertanto che le nostre proposte formative in formato streaming, accessibili da ovunque e tramite qualsiasi dispositivo, siano di supporto a tutti gli operatori della piazza, nell’attesa e nel buon auspicio di riprendere al massimo delle potenzialità le rispettive attività professionali.

Le iniziative appena menzionate sono consultabili sotto la nuova voce “Streaming” (cliccare qui) nel menu principale del nostro sito web, così come anche nella tradizionale pagina “Corsi a catalogo” insieme ai nostri corsi in aula. Tutte le iscrizioni ai corsi IN SEDE che si terranno in data successiva al termine delle restrizioni imposte dalla Confederazione (al momento attuale il 19 aprile) rimangono aperte. Qualora tale termine dovesse protrarsi, sarà nostra premura convertire in formato streaming anche le suddette iniziative, al fine di garantire la continuità della formazione e crescita professionale dei nostri utenti.

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