La formazione ai tempi del COVID-19

La recente diffusione del COVID-19 e le conseguenti misure intraprese dalla Confederazione, a tutela della nostra salute, hanno impattato significativamente sulle attività di molte imprese e istituzioni, così come anche su quelle del Centro Studi Villa Negroni.

La fase turbolenta che si prospetta per le settimane (o forse mesi) a venire porta con sé numerosi interrogativi su quello che sarà il nostro domani, da un punto di vista sociale, lavorativo e formativo. L’incertezza derivante dall’attuale situazione presenta tuttavia anche un lato positivo per tutti noi: ci invita a riflettere sul modo in cui possiamo (e dovremmo) migliorarci, in assenza degli stessi punti di riferimento che sino a ieri erano dati per scontati. Riteniamo che tutto ciò rappresenti una grande opportunità, per il Centro Studi, così come anche per tutti gli operatori della piazza che da anni si affidano a noi per il loro sviluppo professionale.

L’attuale situazione ci ha portato infatti a ripensare le modalità di erogazione delle nostre iniziative, adottando un approccio digitale in remoto che consenta di mantenere un elevato grado di interazione tra partecipante e docente, aspetto di estrema rilevanza ai fini della trasmissione di conoscenze e competenze.

Durante l’intero “periodo COVID-19”, infatti, le offerte formative saranno convertite in formato streaming (real-time) o video-lezione, tramite l’ausilio della semplice e intuitiva piattaforma Zoom, messa a disposizione gratuitamente per tutti i nostri utenti, con l’aggiunta di un breve tutorial per il suo utilizzo.
I partecipanti potranno dunque iscriversi a nuove iniziative e prendere parte alle nostre lezioni già programmate, come di consueto, nel pieno rispetto delle recenti norme emanate a fronte della pandemia.

Tali opzioni alternative sono state rapidamente implementate dai collaboratori del Centro Studi, con lo scopo di venire incontro alle attuali esigenze degli operatori della nostra piazza. Molti istituti hanno infatti messo in atto misure restrittive per gli spostamenti dei propri collaboratori, molti dei quali trascorreranno una significativa quantità del proprio tempo tra le mura di casa. L’intento è dunque quello di garantire la continuità nello sviluppo professionale dei nostri utenti, in una condizione in cui la produttività rischia facilmente di essere compromessa.

Ci auguriamo pertanto che le nostre proposte formative in formato streaming, accessibili da ovunque e tramite qualsiasi dispositivo, siano di supporto a tutti gli operatori della piazza, nell’attesa e nel buon auspicio di riprendere al massimo delle potenzialità le rispettive attività professionali.

Le iniziative appena menzionate sono consultabili sotto la nuova voce “Streaming” (cliccare qui) nel menu principale del nostro sito web, così come anche nella tradizionale pagina “Corsi a catalogo” insieme ai nostri corsi in aula. Tutte le iscrizioni ai corsi IN SEDE che si terranno in data successiva al termine delle restrizioni imposte dalla Confederazione (al momento attuale il 19 aprile) rimangono aperte. Qualora tale termine dovesse protrarsi, sarà nostra premura convertire in formato streaming anche le suddette iniziative, al fine di garantire la continuità della formazione e crescita professionale dei nostri utenti.

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La riconfigurazione delle professionalità del sistema finanziario

I profili del settore bancario efinanziario sono investiti da un importante processo evolutivo che comporta la nascita di nuovefigure e, al contempo, la ristrutturazione di altre già esistenti.
Questo processo è determinato da diversi fattori: lo sviluppo di un nuovo modello di professionalità, basato sulle competenze, soggette a una progressiva internazionalizzazione e digitalizzazione, ragioni di mercato che richiedono maggiori specializzazioni e capacità di interazione con la clientela, oltre che motivi di carattere giuridico-normativo.
Il Centro Studi Villa Negroni monitora i cambiamenti in atto, individuando gli aspetti attinenti ai diversi ruoli per ricondurli alle figure professionali ad alto contenuto finanziario, nella consapevolezza della dinamicità del relativo segmento di mercato.
A titolo di esempio, con l’entrata in vigore della Legge federale sui servizi finanziari e della Legge federale sugli istituti finanziari vi è stato l’adeguamento della Legge cantonale sull’esercizio delle professioni di fiduciario, con la conseguente abrogazione del regime autorizzativo per i fiduciari finanziari, i quali sono ora assoggettati alla vigilanza della Finma. Oggi, pertanto, i fiduciari finanziari sono individuati quali consulenti agli investimenti, gestori patrimoniali (compresi i gestori di patrimoni collettivi) e trustees che operano a livello professionale.
Per ciascuna figura professionale sono previste le relative definizioni, le condizioni per: l’autorizzazione (tra le quali la disposizione “delle qualifiche necessarie alla funzione”) e per la vigilanza continua e i compiti, da intendersi come attività da svolgere per cui è necessaria l’autorizzazione stessa.
Tali modifiche sono la dimostrazione concreta della crescente sofisticazione dei profili professionali finanziari e dell’alta competitività delle qualifiche richieste: questi sono i motivi che confermano la formazione continua aggiornata e di qualità, quale asset strategico.

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L’evoluzione del controllo delle formalità della clientela nell’attività bancaria

È indubbio che, negli anni, le aspettative delle FINMA in merito alle esigenze di organizzazione interna adeguata sono evolute in maniera sostanziale in relazione a diversi aspetti della struttura e delle modalità di svolgimento dell’attività bancaria e finanziaria. Anche per quanto attiene alla lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo si è assistito ad un incremento costante delle esigenze di controllo e di organizzazione interna. Infatti, ancora all’incirca fino alla fine degli anni Ottanta, per le aperture delle relazioni bancarie era previsto unicamente l’obbligo del “controllo delle formalità”, che poneva l’accento sulla forma più che sulla sostanza (appunto, controllo delle “formalità”), imponendo agli istituti bancari, in primo luogo, di identificare il cliente, obbligo che in realtà si esauriva con la mera verifica dei dati anagrafici tramite la visione di un documento di legittimazione (la cui fotocopia da conservare nel dossier del cliente è diventata obbligatoria solo in seguito), secondariamente di accertare l’avente diritto economico tramite formulario A

A questo proposito, il controllo, da parte del preposto ufficio (il cd. segretariato clienti, o anche controllo delle formalità o servizi centrali), del rispetto di queste esigenze si limitava alla verifica dell’esistenza di tali documenti, senza entrare nel merito delle informazioni in esso contenute. Nel tempo, però, tale controllo si è rilevato insufficiente e si è quindi modificato: già dalla fine degli anni Novanta, infatti, non era più sufficiente verificare l’esistenza della copia dei documenti di legittimazione del contraente e del formulario A (quando richiesto dalle circostanze) nel dossier, ma diventò necessario raccogliere maggiori informazioni circa il profilo del cliente (attività, provenienza dei fondi, ecc.), così come plausibilizzare le informazioni circa l’avente diritto economico; infine, negli ultimi anni è stato introdotto l’obbligo di identificazione delle situazioni (cliente e/o transazioni) a rischio accresciuto. L’apporto precipuo del settore bancario nella lotta al riciclaggio di denaro, si concretizza quindi con la gestione del rischio di riciclaggio. Questa nuova esigenza comporta una modifica interna sostanziale per rapporto ai tempi in cui gli unici rischi che dovevano essere gestiti erano i rischi “storici”, ossia quelli finanziari, in quanto i collaboratori coinvolti non possono più essere unicamente gli specialisti della funzione di risk management. Affianco ai rischi di riciclaggio, infatti, si scopre tutta una serie di nuovi rischi, i cd. rischi operativi (tra cui i rischi legali e di conformità), trasversali a tutta l’attività bancaria, e la cui adeguata gestione comporta, pertanto, il coinvolgimento di funzioni interne diverse. La presa di coscienza dell’esistenza di queste tipologie di rischi ha così comportato la modifica della normativa bancaria e della rispettiva prassi della FINMA, che ha oramai formalizzato l’obbligo di implementazione del modello delle tre linee di difesa, che prevede appunto l’implicazione di tutti i collaboratori e dei diversi servizi nella gestione di tali rischi. Orbene, è quindi innegabile il ruolo centrale assunto dai collaboratori attivi nel controllo delle formalità (servizi centrali, segretariato clienti), non solo nella lotta al riciclaggio di denaro, ma anche nella gestione del rischio di riciclaggio (funzione preventiva).

Il corso Il controllo delle formalità della clientela, l’operatività del segretariato clienti/ registro centrale, nella prima parte, si prefigge quindi di analizzare la modifica del ruolo dei collaboratori del segretariato clienti alla luce delle esigenze normative, in particolare in relazione ai concetti centrali di rischio operativo, di gestione dei rischi, di sistema di controllo e di modello delle tre linee di difesa, e di esplicitarne le specificità in relazione alla loro funzione. Infatti, l’organizzazione è adeguata quando ogni parte dell’ingranaggio conosce il proprio ruolo e si relaziona in maniera armoniosa con le altri parti che lo compongono. Il corso di conseguenza non si indirizza unicamente ai collaboratori attivi nella specifica funzione, ma anche a tutti quelli che, con compiti diversi, si relazionano con questa funzione.

Nella seconda parte dell’iniziativa verranno poi approfonditi una serie di concetti fondamentali nella relazione banca-cliente, in particolare ci si concentrerà sulle diverse parti di questa relazione (contraente, avente diritto economico, procuratore, ecc.); si analizzeranno alcune tipologie di contraente (in particolare le forme di diritto societario svizzero) e si approfondiranno i rischi accresciuti legati a determinate tipologie di società; infine, si indicheranno i presupposti per un gestione sicura di dati e documenti.

Assicurazione: tra digitalizzazione e formazione

Come molti altri settori, anche quello assicurativo sta attraversando una fase di evoluzione: sfide esterne, volatilità finanziaria e la crescente concorrenza continueranno ad influenzare i flussi di reddito e la domanda dei consumatori.
Questa fase di transizione viene messa particolarmente in evidenza dal World InsurTechReport 2019 realizzato da Capgemini ed Efma.
Dallo Studio emerge che sarà sempre più di fondamentale importanza focalizzarsi sulle effettive esigenze del cliente piuttosto che sul prodotto. Da qui deriva la strategia intrapresa da diversi attori, tradizionali e InsurTechs (società che applicano le nuove tecnologie al mondo assicurativo), volta ad una nuova “customer experience (CX)”.
Nella CX viene sottolineata la relazione, nel suo complesso, che il cliente intrattiene con l’azienda: dall’acquisizione al supporto fino al customer care.
Inoltre risulta di fondamentale importanza un’adeguata gestione delle grandi quantità di dati (Big Data) che le aziende attive nel settore si trovano a elaborare. L’introduzione, con l’avvento dell’Internet of Things (IoT), di dispositivi interconnessi come: smart-watch che monitorano lo stato di salute di chi li indossa, abbigliamento ed equipaggiamenti che seguono l’attività sportiva svolta, sistemi di supporto e monitoraggio dello stile di guida degli automobilisti, dispositivi di “home insurance” (sensori e sistemi wireless), ha contribuito ad incrementare la mole e la qualità dei dati raccolti dalle Compagnie. Queste tecnologie permettono inoltre di creare prodotti sempre più focalizzati sulle reali esigenze della clientela e di contribuire ad una maggiore diffusione della cultura della prevenzione, di uno stile di vita sano e di una riduzione dei sinistri.
Da qui ne deriva che, sempre più diffusamente, le Compagnie Assicurative mettono a disposizione nuovi tool informatici alla propria rete di vendita, affinché i dati della clientela vengano gestiti in modo profittevole e in ottemperanza alle normative vigenti nell’ambito della protezione dei dati.
Si prefigura, infine, un’economia condivisa, che porterà sempre di più a sinergie commerciali tra diversi attori del settore assicurativo, ma non solo. Infatti, sia le Compagnie Assicurative, sia le InsurTechs hanno dimostrato particolare interesse nel collaborare con settori come sanità, turismo, trasporti e ospitalità.
Questo nuovo scenario comporta, conseguentemente, un’evoluzione delle specifiche competenze richieste a tutti gli operatori attivi in questo fondamentale comparto dell’economia svizzera.
Il sempre maggiore impiego di nuove tecnologie rende necessario non solo un aumento del livello di conoscenze digitali, ma anche una maggiore valorizzazione delle soft skills.
Da diversi studi emerge, infatti, come l’incremento dell’importanza delle competenze trasversali sia direttamente proporzionale all’aumento e alla sofisticazione delle tecnologie impiegate. Tra queste competenze ricercate dai recruiter del settore, possono essere citate, tra le altre, l’apertura al cambiamento, le capacità di problem solving, l’attitudine al lavoro di gruppo, l’intelligenza emotiva, la gestione del tempo e il pensiero creativo.
Questa tendenza porta le persone attive nel settore a formarsi non più solo fino ad un certo periodo della loro vita, ma ad entrare in un imprescindibile percorso di lifelong learning, processo questo, che prevede il continuo apprendimento durante l’intera vita professionale dell’individuo, con l’obiettivo di avere sempre le competenze necessarie ad un settore, quello assicurativo, in continuo sviluppo. Sulla base di questo nuovo scenario e di questa evoluzione dei profili professionali, la formazione in ambito assicurativo e previdenziale è assurta a elemento indispensabile per uno svolgimento appropriato delle attività di ciascun professionista attivo in questi campi.
Sempre di più, quindi, la formazione continua, anche grazie alle nuove tecnologie applicate alla didattica, sarà destinata ad acquisire crescente rilevanza come elemento fondamentale nella valorizzazione e nella fidelizzazione del Capitale Umano.

Il Centro Studi verso la formazione del futuro

Come ormai ben noto, la digitalizzazione ha avuto un impatto dirompente su una moltitudine di settori. Con la diffusione delle nuove tecnologie digitali si è potuto infatti assistere all’arrivo di nuovi piccoli player digitali con modelli di business innovativi, in grado di fronteggiare persino leader di mercato affermati. In un settore tradizionale come quello della formazione si è assistito all’introduzione sul mercato di diverse piattaforme native digitali, le quali permettono agli utenti di acquisire o approfondire numerose conoscenze negli ambiti più disparati, il tutto a basso costo e senza doversi spostare fisicamente.
Il Centro Studi Villa Negroni, partner di riferimento nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento professionale per gli operatori della piazza bancaria e finanziaria ticinese, ha deciso anch’esso di cogliere le numerose opportunità fornite dalle tecnologie digitali per lo sviluppo di nuove offerte formative. A partire da quest’anno è stata introdotta la modalità blended learning all’interno di alcuni corsi, la quale consiste nella possibilità per il partecipante di accedere a parte delle lezioni in modalità video.
I benefici derivanti da questa nuova modalità di partecipazione ai corsi sono molteplici, tra cui:

  • Possibilità di assistere a parte delle lezioni in remoto, in modo da poter scegliere il luogo e gli orari di frequenza più congeniali e conciliare la propria formazione con gli impegni lavorativi
  • Possibilità di soffermarsi sui temi di maggior difficoltà per il singolo partecipante, il quale potrà scegliere di ritornare su aspetti della lezione a lui poco chiari
  • Possibilità di interrompere in qualsiasi momento la lezione e di riprenderla nello stesso punto in un secondo momento, permettendo anche al partecipante di prendere meglio appunti durante l’ascolto
  • Possibilità di ricevere un riscontro personalizzato ed immediato sul proprio stato di avanzamento e livello di conoscenze, grazie ad una serie di domande interattive sottoposte al partecipante tramite la piattaforma

Questa nuova modalità di formazione è soltanto il primo passo verso una più ampia integrazione di una vera e propria cultura digitale all’interno dell’organizzazione, la quale consentirà di introdurre ulteriori modalità di erogazione dei corsi al passo con le nuove tecnologie.
La vera sfida in questa “corsa” alla digitalizzazione nel mondo di oggi, sarà tuttavia quella di riuscire ad integrare la tecnologia con la componente umana. In qualità di centro di formazione ed aggiornamento per professionisti, il CSVN si impegna a sfruttare queste tecnologie per favorire un empowerment organizzativo e i rapporti tra persone. Si può dunque affermare che il Centro Studi potrà essere considerato per il futuro un luogo in cui la tradizione storica, offerta anche dalla splendida cornice di Villa Negroni, si fonde con la modernità, garantita da un impiego ottimale delle tecnologie più all’avanguardia.