La Svizzera non ha adottato il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Molti intermediari finanziari ticinesi, però, vi sono esposti comunque, attraverso clientela, controparti, società di gruppo e fornitori con sede nell’Unione europea. Il quadro europeo è appena cambiato. Il Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto “Digital Omnibus”, è in vigore dal 27 luglio 2026 e ha introdotto due novità principali:
Rinvio: gli obblighi per i sistemi ad alto rischio elencati nell’Allegato III, tra cui la valutazione del merito creditizio e i sistemi impiegati nelle risorse umane, slittano al 2 dicembre 2027.
Conferma: gli obblighi di trasparenza dell’art. 50 si applicano dal 2 agosto 2026.
Anche sul fronte svizzero il momento è decisivo. La Confederazione ha firmato nel marzo 2025 la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale. Entro la fine del 2026 è atteso un progetto posto in consultazione per la sua attuazione, incentrato su trasparenza, protezione dei dati, non discriminazione e vigilanza. A questo si affianca un piano di misure non vincolanti, come soluzioni settoriali e autodichiarazioni d’impegno. Il workshop si colloca quindi a ridosso dell’avamprogetto. Offre ai partecipanti una mappa operativa distinta in tre parti: ciò che si applica già, ciò che si applicherà e ciò che conviene predisporre fin da ora.
Digital finance & Artificial intelligenceGovernance, Risk & Compliance
Contenuti
L’AI Act dopo il Digital Omnibus
La via svizzera
Cinque domande di autodiagnosi per il proprio istituto
Domande dei partecipanti
Interventi
Maria Lucia Passador: Assistant Professor, Bocconi, Professoressa aggiunta in diritto dei mercati finanziari, SUPSI, Senior Associate, Hogan Lovells, Milano