Il ruolo dei consulenti finanziari nella pandemia del Coronavirus

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Il 19 febbraio scorso lo Swiss Market Index (SMI), il principale indice di mercato svizzero, dopo un boom di 11 anni, raggiungeva il livello record di 11’263 punti. La pandemia del coronavirus ha fatto precipitare i prezzi delle azioni in tutto il mondo. Venerdì 20 marzo lo SMI chiudeva a 8623 punti (-23.44%). Così come lo SMI, tutti i maggiori indici borsistici a livello mondiale stanno registrando pesanti perdite, rammentandoci la recente crisi finanziaria del 2007-2009, quella del 1987 e quella più remota del 1929. Questa crisi è tuttavia unica nel suo genere in quanto tocca il sistema della domanda e dell’offerta dell’economia mondiale.
A peggiorare le cose, si sta anche assistendo a una guerra dei prezzi sul petrolio tra Arabia Saudita e Russia. Sebbene i governi stiano cercando di rispondere a questa crisi con politiche fiscali generose e le banche centrali stiano prendendo misure monetarie sempre più drastiche contro la crisi di liquidità, molti analisti temono che durante il 2020 si assisterà alla peggior recessione dal dopo guerra.

Il calo dei prezzi e l’elevata volatilità dei mercati finanziari stanno innervosendo molti investitori, rendendoli insicuri. La situazione per i clienti imprenditori è particolarmente difficile: molte imprese, pur essendo sane dal punto di vista reddituale e patrimoniale, sono in questa fase inevitabilmente confrontate con problemi di liquidità.

In questa situazione di incertezza i consulenti alla clientela giocano un ruolo fondamentale. In che modo?

Secondo Daniel Kahneman, vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002 per avere integrato la ricerca psicologica nella scienza economica, “il ruolo del consulente finanziario è piuttosto semplice, ovvero proteggere il cliente impedendogli di incorrere in quegli errori che normalmente sarebbe portato a commettere. Gli investitori che decidono troppo in autonomia acquisteranno o venderanno nel momento sbagliato perché sono molto inclini ad acquistare a
prezzi elevati e rivendere a prezzi ridotti quando il valore è basso”. Il consulente gioca quindi un ruolo fondamentale nel gestire l’emotività dei clienti.

Giova anche uno sguardo al passato. Le correzioni del mercato, anche marcate, sono un evento abbastanza comune. In questi casi è consigliabile non scostarsi radicalmente dalla propria strategia di investimento, a meno che non si verifichi un cambiamento sostanziale nella propria situazione personale. Sulla base dello studio storico che la banca Pictet aggiorna ogni anno, dal 1926 al 2019, nonostante le varie crisi, il mercato azionario svizzero è cresciuto in termini reali del 7.65%. Significa che pur dopo importanti crolli, il mercato si è sempre ripreso.

Un altro aspetto da considerare è che è molto difficile adottare strategie di “market timing” o di “stock picking”; a lungo termine i fattori di successo di una strategia di investimento risiedono più nell’avere un portafoglio diversificato e nell’adottare un approccio disciplinato agli investimenti.

In questa fase delicata saranno avvantaggiati quei consulenti che sono stati in grado nel tempo di costruire un legame di fiducia con i propri clienti, basato su una comprensione delle loro reali esigenze che spesso vanno oltre ai puri ambiti finanziari.

Nel contesto attuale emerge l’importanza che il professionista disponga delle competenze per analizzare la situazione d’insieme del cliente, non limitata alla pura gestione finanziaria, ma comprensiva anche delle tematiche di tipo aziendale.

Per fornire un concreto supporto agli operatori della piazza al fine di consolidare le suddette competenze, il Centro Studi Villa Negroni (CSVN) e la Facoltà di scienze economiche dell’Università della Svizzera italiana (USI), propongono la terza edizione di un percorso formativo diretto primariamente a consulenti e gestori patrimoniali attivi nel settore bancario o fiduciario: la Certificazione CAS Wealth Management (box a fine articolo). Il percorso inizia a maggio; qualora le restrizioni imposte dalla Confederazione a causa del COVID-19 dovessero protrarsi, le lezioni verrebbero convertite in formato streaming (real-time) o video-lezione, garantendo comunque un alto livello di interazione con i partecipanti.

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