Sicurezza in tempi difficili

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Sembra un sogno eppure, per quanto incredibile, è la realtà e questa volta non accade solo agli altri, come siamo abituati a pensare, ma ci coinvolge tutti direttamente: ristoranti, negozi e scuole sono chiusi, ovunque è stato introdotto l’home office, le grandi città sono deserte, numerosi  paesi  hanno chiuso i confini e i rischi , purtroppo non più solo tali, per l’economia sono già sul tavolo di tutti i governi. Lo stato di emergenza vige in ogni parte del mondo, anche in Svizzera. Il Ticino è stato colpito per primo dal virus. Un 70enne ticinese ha contratto il nuovo virus in Nord Italia. Quante sono attualmente le persone contagiate? Le cifre ufficiali forniscono delle indicazioni, ma la verità è che non lo sappiamo con precisione, il dato reale è decisamente più elevato e continua ad aumentare anche dopo il raggiungimento del picco.

Improvvisamente mettiamo in discussione cose che in tempi normali sono ritenute scontate. La solidarietà richiesta a tutti noi determina enormi limitazioni della libertà personale. Di questi tempi, le decisioni individuali hanno più che mai importanza sia sul piano sociale sia sanitario. Possiamo infatti evitare un collasso della nostra vita quotidiana e del nostro sistema sanitario solo adottando un comportamento solidale, nell’interesse del bene comune. In Ticino il medico cantonale, il personale sanitario e il Consiglio di Stato, in collaborazione con lo Stato Maggiore e tutta l’amministrazione, svolgono un lavoro straordinario fin dal primo giorno dell’emergenza. Anche tra gli ospedali che accolgono i pazienti Covid-19, siano essi pubblici o privati, sussiste una stretta collaborazione. Attualmente i medici, il personale infermieristico, i farmacisti e le innumerevoli persone che lavorano nel settore sanitario sono chiamati a dare il massimo. Insieme assolveranno questo compito titanico. Le straordinarie prestazioni dimostrano una volta di più che abbiamo un sistema sanitario di prim’ordine e che siamo in buone mani, e di questo possiamo essere grati. Come si sa, la qualità ha il suo prezzo e molti, anche in considerazione della precaria situazione economica, si chiedono quali conseguenze finanziare avrà la pandemia sui premi.

Noi tutti, sani o malati, ricchi o poveri, giovani o anziani, diamo il nostro contributo pagando i nostri premi. Il nostro sistema sanitario è finanziato in maniera solidale. Una parte dei premi confluisce nelle riserve, che sono destinate a coprire i costi legati a eventi rari e imprevedibili. La pandemia SARS-Cov-2 che stiamo vivendo oggi è proprio un evento di questo genere. Tutte le prestazioni mediche aggiuntive e di cui devono farsi carico già oggi gli assicuratori malattia (le cosiddette prestazioni obbligatorie) sono finanziate in questo modo. A essere coperte sono anche le nuove prestazioni che, dichiarate prestazioni obbligatorie dal Consiglio federale, vanno ad aggiungersi nel corso della pandemia. Tra queste rientra il test diagnostico per SARS-Cov-2, che il 4 marzo è stato dichiarato prestazione obbligatoria e di conseguenza è a carico dell’assicurazione malattia. Lo stesso deve ancora essere deciso per il test sierologico per gli anticorpi. Questo meccanismo è uno dei pilastri del nostro sistema di assistenza sanitaria. Se dovessero aggiungersi altre prestazioni mediche, anch’esse verranno finanziate dagli assicuratori malattia. Grazie alle riserve, siamo dunque ben preparati per sostenere elevati costi sanitari imprevisti.

Non sappiamo quanto costerà l’attuale pandemia al nostro sistema sanitario, ma fortunatamente al momento tutti gli assicuratori malattia svizzeri dispongono insieme di riserve sufficienti. Nella situazione attuale non dobbiamo dunque preoccuparci delle conseguenze finanziarie, ma sperare di riuscire presto a controllare la pandemia e a superare l’emergenza tutelando la popolazione. In particolare ora serve continuare su questa strada anche se tutto risulta più faticoso.  Il futuro del nostro Cantone passa anche dalla fiducia nelle autorità e nelle persone che stanno cercando le soluzioni più opportune sia dal punto di vista sanitario sia economico. Il Ticino con tutta la sua popolazione si è dimostrato maturo e solidale dando un esempio a tutta la Svizzera della nostra vera forza. Il Ticino dei boccalini e delle zoccolette ha provato che di noi ci si può fidare e la fiducia, ora, è l’arma in più per uscire da questo momento difficilissimo.  Vinceremo la pandemia e la sfida economica con la solidarietà e la pazienza di tutti e la lungimiranza di molti. Un atto decisivo per poi unire i nostri sforzi per lasciarci alle spalle questi tempi difficili e ripartire tutti assieme verso un nuovo futuro positivo.

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Centro Studi Villa Negroni